LE BIRRE DISPONIBILI AL POGGIO
CAMPESTRE
Campestre è una risata sotto il sole, una tovaglia stesa sull’erba, il tempo che rallenta senza chiedere permesso.
Chiara, pulita, luminosa: una Helles gluten free che punta dritta al cuore della bevuta facile. Il malto è morbido, leggermente mielato, con quel tocco di pane fresco che sa di cose semplici fatte bene. Il finale è secco, appena erbaceo, quanto basta per invogliare subito un altro sorso.
È la birra della domenica lenta, delle chiacchiere che si allungano, dei bicchieri che si riempiono senza pensarci troppo. Scorre leggera, gioiosa, sempre al posto giusto.
Campestre non ha fretta. Sta lì, tra amici, sole e libertà — e funziona sempre.
HELLES GLUTEN FREE 5°

SPARA JURIJ
Non entra in scena — sfonda la porta.
“Spara Jurij” è una IPA bionda che vibra con l’energia cruda dei CCCP – Fedeli alla linea. Mosaic, Galaxy e Talus sparano insieme: mango e frutta tropicale che esplodono, agrumi che fendono l’aria, e una scia resinosa, selvatica, che resta addosso come un’eco distorta.
Un ritmo secco, martellante — “Spara Jurij” — e il sorso parte come un colpo: diretto, senza esitazioni.
Amaro deciso, nervoso, senza compromessi. Ti prende, ti scuote e poi ti lascia lì, con la bocca ancora viva e il bisogno di un altro giro.
Questa non è una IPA da salotto.
È tensione, sudore e volume alto.
FELICITAZIONI
AMERICAN IPA 6°

TRE PASSI AVANTI
Nasce Tre Passi Avanti, una bitter che cammina leggera ma non si ferma mai.
È un brindisi alla libertà, alla mescolanza, alla piazza piena di voci diverse — proprio come quelle storie cantate tra folk e rivoluzione, dove si danza insieme anche quando il mondo pesa. Dentro il bicchiere trovi un equilibrio vivo: tre passi decisi tra malto e amaro elegante, uno indietro per lasciar spazio all’armonia.
È una birra che non urla, ma muove. Ti prende per mano e ti porta in mezzo alla gente, tra colori, musica e quella voglia ostinata di andare avanti, sempre — con un ritmo che sa di strada, di vento in faccia e di libertà condivisa.
BITTER 4,2°

THUNDER ROAD
Accendi i fari, alza il volume e schiaccia sull’acceleratore.
Thunder Road è una Double IPA bionda che corre dritta nella notte, con il cuore acceso e nessuna intenzione di rallentare — un omaggio a Bruce Springsteen e alla sua strada infinita.
Al naso è un’esplosione: mango maturo che domina la scena, succoso e luminoso, seguito da ondate tropicali che ti investono come aria calda sull’asfalto. In bocca è piena, potente, con un amaro deciso che spinge in avanti ogni sorso, senza mai perdere il controllo.
È una birra che sa di fuga e libertà, di notti lunghe e promesse urlate contro il vento.
Niente freni, niente compromessi — solo motore, ritmo e quella scia aromatica che resta addosso come una canzone che non vuoi smettere di ascoltare.
Questa non è una birra da bere piano.
È una corsa.
DOUBLE IPA 8°

JANIS
Acida, ribelle, impossibile da ignorare proprio come una chitarra che graffia l’aria in piena notte.
Questa Berliner Weisse ai mirtilli e lamponi è un urlo blu-violaceo nel bicchiere: fresca, tagliente, viva. I lamponi entrano come un riff sporco, pungente e immediato, mentre i mirtilli portano profondità, un’anima scura e vellutata che vibra sotto la superficie. L’acidità lattica è il palco su cui tutto esplode, una scarica elettrica che attraversa la lingua e ti lascia addosso quella sensazione selvaggia di libertà.
Non è una birra che chiede permesso. Ti guarda, ti sfida e poi ti travolge proprio come una voce che non vuole essere addomesticata.
Versala, alza il volume e lascia che faccia il suo show.
BERLINER WEISSE CON MIRTILLI E LAMPONI 4,3°

BLACK QUEEN
Scura come la notte, fiera come uno sguardo che non abbassa mai.
Black Queen è una Black IPA che porta il nome di Regina — non per caso, ma per rispetto. Potente, elegante, imprevedibile. Come un Rottweiler che ti osserva in silenzio prima di decidere se fidarsi.
Al naso arrivano subito liquirizia e caffè: profondi, tostati, quasi oscuri. Poi entrano i luppoli — Citra e Nelson — e cambiano le regole del gioco. Agrumi vivi, taglienti, e quella nota sauvignon che graffia e illumina, creando un contrasto che tiene tutto in tensione.
In bocca è un equilibrio feroce: scura ma vibrante, intensa ma agile. L’amaro è deciso, ma mai scomposto — controllato, come una forza che sa esattamente quando colpire.
Non è una birra accomodante.
È presenza, carattere, territorio.
Black Queen non si addomestica.
Si rispetta.
BLACK IPA 5°


